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E i politici in piazza finiscono in un angolo

“La Stampa”, 14/02/11, cronaca di Torino

Parlamentari e candidati

[E.MIN.]

Non ci sono striscioni, i politici sfilano discreti in mezzo all’Indignazione salutando dai portici, spostando con delicatezza i fili multicolore di lana, salutano, camminano accanto alle mogli, spingono passeggini, e, non si sistemano a favore di telecamera. Eppure ci sono. Ma sanno, da politici, che la piazza stavolta è la piazza della spontaneità, del web-tam-tam che bussa alla coscienza civile di mamme, nonne, e anche di gente che non ha mai messo piede in un corteo in vita sua. Come urlano dal megafono: «Qui c’è solo il Paese reale». Ci sono i candidati sindaco come Piero Fassino «colpito dalla quantità di gente scesa in piazza», Davide Gariglio, Gianguido Passoni, Michele Curto e Silvio Viale (accanto alla vedova Welby: «sognavo una giornata così da quando nel dicembre 2009 venne firmato il decreto per tenere in vita Eluana»). C’è Mimmo Lucà, Stefano Esposito, Giorgio Merlo, Gianfranco Morgando. C’è Valentino Castellani che ha perso suo moglie nel maxi ingorgo di ombrelli di piazza San Carlo e poi tante, tante donne, da Ilda Curti a Susanna Fucini, da Monica Cerutti a Lucia Centillo sino all’ex presidente della Regione Bresso che profetizza: «Si avvicina la fine dell’ultimo dittatore: proprio oggi ho concluso il mio thriller sulla caduta di Berlusconi».

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