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Russia democratica, Ucraina europea: domani flash mob in contemporanea con Mosca e altre città in tutto il mondo

Boni e Manfredi (radicali): Putin ha commentato omicidio di Boris Nemtsov con le stesse parole usate dopo omicidio di Anna Politkovskaja (non contava nulla).

Domani, domenica 1° marzo 2015, alle ore 16:00, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha promosso un flash-mob a Torino, in Piazza Castello (fronte Palazzo Madama), dalle 16:00 alle 18:00, in contemporanea con analoghe manifestazioni in altre città del mondo, per la liberazione di Nadiya Savchenko e di tutti i prigionieri politici in Russia e in memoria di Boris Nemtsov e di tutte le vittime degli omicidi politici in Russia.


Nadiya Savchenko, pilota ed ex ufficiale dell’esercito ucraino, è stata catturata nel giugno 2014 dai ribelli filorussi del Donbass, ingiustamente accusata dell’omicidio di due giornalisti – la sua cattura è precedente alla loro uccisione –, attualmente detenuta nelle carceri russe; eletta nel parlamento del suo Paese a novembre 2014, è membro della delegazione ucraina all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa; sta portando avanti uno sciopero della fame dal 13 dicembre 2014.

Boris Nemtsov, uno dei leader dell’opposizione democratica russa, è stato ucciso nei pressi del Cremlino poche ore dopo il suo appello a partecipare alla manifestazione organizzata per il primo marzo, anche a Mosca, contro la guerra d’aggressione in Ucraina portata avanti da Putin.

Igor Boni e Giulio Manfredi (presidente e segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):

E’ impressionante come le parole utilizzate da Vladimir Putin per “commemorare” Boris Nemtsov (“Nemtsov era poco più di un cittadino medio, con tutto il rispetto per la sua memoria, politicamente non rappresentava alcuna minaccia”) siano praticamente le stesse pronunciate dopo l’omicidio di Anna Politkovskaja (“Non aveva nessun ruolo significativo nella vita politica russa”).
Invece, come la Politkovskaja, Nemtsov rappresentava un tassello cruciale dell’opposizione democratica, perchè sapeva contemperare una preparazione ed esperienza politica ormai ventennali con una grande capacità di mobilitazione e di organizzazione del dissenso. In passato, si era occupato in maniera scientifica di analizzare il ruolo centrale che il colosso dell’energia Gazprom ha rappresentato e rappresenta nel sistema di potere putiniano (vedi: “Disastro Putin – Libertà e democrazia in Russia” di Boris Nemtsov, edizioni Spirali, 2009). Oggi si occupava di ricercare le prove del diretto coinvolgimento della Russia nel conflitto in Ucraina.
Speriamo che siano in molti a Torino a partecipare al flash mob di domani, per dimostrare la vicinanza ai democratici russi che in quelle stesse ore sfileranno a Mosca, in un contesto di intimidazione, sospetto e paura.

Torino, 28 febbraio 2015