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Grattacielo Regione/Manfredi: fissata soglia massima costo opera in 233 milioni

Manfredi (radicali): nulla viene scritto sulle contestazioni ditte appaltatrici, per complessivi 65 milioni di euro. Presidente Cirio, la luna di miele è finita; ci dica cosa intende fare.

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 26 del 27/06/2019 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale 27 maggio 2019, n. 30-9079. Si tratta dell’ultima delibera della Giunta Chiamparino dedicata alla realizzazione della Sede Unica della Regione, a Torino, in Via Nizza n. 312. Vedi link:

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2019/corrente/siste/00000025.htm

Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

Si tratta dell’ultima delibera della Giunta Chiamparino dedicata alla Sede Unica. Vi si ripercorre tutto l’iter amministrativo, iniziato ben dodici anni fa, nel giugno 2007. Nel 2009 fu stabilito l’importo a base d’asta per l’aggiudicazione dell’opera, pari a euro 216.981.177,41 “suscettibile di ribasso in sede di gara”. Con Determinazione Dirigenziale n. 1355 del 30/12/2010, l’appalto veniva giudicato in via definitiva all’A.T.I. mista Coopsette società Cooperativa per un importo complessivo di euro 208.299.215,87 oltre IVA.

Nel corso dei nove anni successivi vi sono state successive varianti del progetto, che hanno comportato un aumento significativo del costo dell’opera(con D. D. n. 125 del 15/03/2018 il costo era fissato in euro 219.533.433,52).

Con la deliberazione del 27 maggio, la Giunta Chiamparino alza ancora l’asticella, fissando una soglia massima di costo pari a 233 milioni di euro.

Nel computo, però, non risultano rientrare le 12 contestazioni (riserve) avanzate dalla ditte costruttrici, per un totale di oltre 65 milioni di euro. Per dirimere la controversia era stata costituita un’apposita “Commissione di accordo bonario”. Con D. D. 9 maggio 2019, n. 374, pubblicata non integralmente sul Bollettino Ufficiale, il Direttore Regionale alle Risorse Finanziarie e Patrimonio ha rifiutato la Proposta di Accordo bonario del 19.12.2018 formulata dalla Commissione.

Dato atto all’ex assessore Reschigna di avere gestito con onore una questione complessa e travagliata (sarà per questo che del grattacielo non parla nessun partito, tranne quei matti dei radicali, nessun sindacato, nessuna associazione di costruttori?!), ora la palla passa al Presidente Cirio. La luna di miele è finita. Il nuovo Presidente dica ai cittadini piemontesi come intende procedere per non allungare la già lunga lista (Bresso, Cota, Chiamparino) dei Presidenti di Regione che avrebbero voluto inaugurare il grattacielo ma hanno dovuto passare la mano.