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Casi Comba e Marrone: lettera aperta a Giorgia Meloni

Alla Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni

Torino, 9 marzo 2022

Gentile on. Giorgia Meloni,

Le scriviamo nella piena consapevolezza della reciproca radicale diversità di opinioni politiche. Tale irriducibile differenza non ci impedisce di apprezzare la nettezza con la quale lei e il suo partito hanno condannato l’aggressione del regime di Putin allo Stato democratico dell’Ucraina. Sia le sue dichiarazioni pubbliche, sia quelle dei parlamentari di Fratelli d’Italia, sono state inequivoche e si sono tradotte poi nel voto favorevole alla mozione del governo Draghi, rispetto al quale FdI ha sempre mantenuto un’opposizione dura e coerente.

Proprio perché teniamo nella massima considerazione questa sua presa di posizione a favore delle democrazie e dei valori occidentali, ci appare sorprendente e inammissibile che il suo partito sia rappresentato in Piemonte, ai massimi vertici, da due persone che si trovano in una pesante situazione di “collaborazionismo” rispettivamente con il regime russo e con il regime bielorusso (anche se, ormai, i due regimi sono praticamente coesi, sotto lo zar Putin).

Maurizio Marrone (assessore regionale FdI) ha fondato con altri, nel 2016, a Torino, un sedicente “Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk in Italia” DNR), unico caso in tutta Europa; nel 2017, è stato immortalato dalle trasmissione televisiva “NEMO” di RAIDUE (8/06/2017), mentre si trovava a Lugansk, nel Donbass ucraino occupato dai secessionisti filorussi, e veniva premiato da altri nazionalisti europei per la sua opera a favore dei separatisti; allo stesso evento, era presente il sig. Andrea Palmeri, mercenario filorusso, all’epoca già latitante e poi condannato dal Tribunale di Lucca a 2 anni e 8 mesi di carcere per lesioni gravi (sentenza definitiva) e dal Tribunale di Genova a 5 anni di carcere (sentenza di primo grado) per reclutamento di mercenari italiani per la guerra nel Donbass. Il 18/09/2018, Maurizio Marrone dichiarava, a proposito dell’abbattimento del volo di linea “Malaysian Airlines” nel luglio 2014 nei cieli dell’Ucraina orientale – abbattimento da Marrone imputato al governo ucraino: “….Come Rappresentante della DNR in Italia porterò un dossier contenente tutte queste prove all’attenzione del Ministero Esteri della Repubblica Italiana, con la richiesta ufficiale di interrompere qualsiasi relazione diplomatica con il governo ucraino: dopo anni di infamanti menzogne ai danni della Repubblica Popolare di

Donetsk, è chiara finalmente la vocazione terroristica e stragista delle autorità di Kiev, che non si sono fatte scrupolo di eliminare i leader nemici con attentati dinamitardi, per ultimo il Presidente DNR Zakharchenko firmatario degli accordi di pace di Minsk, e addirittura di servirsi di killer dell’ISIS come sicari” (fonte: https://www.imolaoggi.it/2018/09/18/volo-mh17-abbattuto-dallucraina-marrone-interrompere-relazioni-con-kiev/ ).

Di fronte all’ennesima nostra contestazione delle sue posizioni filoputiniane, ecco come si esprimeva Maurizio Marrone sullE pagine de “La Stampa”, il 24 febbraio scorso, il giorno prima dell’aggressione russa all’Ucraina: “…. Marrone si dice orgoglioso di quella scelta, anche se da tempo non sono più il presidente dell’associazione che organizza solo eventi culturali e cerca di promuovere rapporti di collaborazione con quei territori …. È una situazione complessa che deve essere analizzata dal fatto che l’accordo di pace raggiunto otto anni fa a Minsk non è mai stato applicato dal governo di Kiev senza che Usa, Nato ed Europa abbiamo pensato di intervenire”. Dopo l’aggressione all’Ucraina, l’Assessore Marrone ha sottoscritto l’ordine del giorno di condanna del Consiglio Regionale del Piemonte ma a quale Marrone dobbiamo credere? Al Marrone militante premiato nel Donbass e che chiede al governo italiano di interrompere le relazioni diplomatiche con il governo ucraino o al Marrone assessore che firma contro Putin e i suoi amici secessionisti per mantenere la poltrona, anzi, per farsi raddoppiare le deleghe dal presidente Cirio?!

La seconda persona su cui vorremmo attirare la sua attenzione è il sig. Fabrizio Comba, portavoce regionale di Fratelli d’Italia. Il sig. Comba è dal 2016 console onorario della Bielorussia (incarico rinnovato con Exequatur del 6 maggio 2021). Lei, onorevole Meloni, conosce come noi la situazione di non-democrazia, di non-Stato di Diritto, in cui versa la Bielorussia, in particolare da quando il dittatore Aleksandr Lukashenko nel 2020 non ha riconosciuto i risultati delle elezioni presidenziali, che davano vincente l’opposizione democratica, ed ha sistematicamente represso qualsiasi manifestazione di dissenso, tanto da essere preso a modello da Vladimir Putin per la recente, definitiva, stretta repressiva in Russia. Anche rispetto al regime di Lukashenko, siamo felici di dare atto che Fratelli d’Italia, sia a livello nazionale sia nel Parlamento Europeo, si è espressa e ha votato con convinzione a favore di un ristabilimento delle condizioni di libertà e di democrazia. Ma, allora, lei, onorevole Meloni, come può tollerare che il suo portavoce piemontese non si sia ancora dimesso dalla carica che ricopre, anzi, non abbia mia pronunciato in questi anni una sola parola contro il regime di Lukashenko?

Fiduciosi di un suo gentile riscontro, le rivolgiamo distinti saluti.

Igor BONI (presidente Radicali Italiani)

Giulio MANFREDI (Giunta segreteria Radicali Italiani)

 

ph: libero quotidiano