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RUSSIA: COSA ASPETTA DI MAIO A REVOCARE ONORIFICENZE A UOMINI DI PUTIN?

“Cosa aspetta Di Maio a revocare le 30 onorificenze italiane conferite dal 2014 a uomini di Putin? Che fine ha fatto la commissione ad hoc che doveva predisporre revoche?”, così in una nota Massimiliano Iervolino, Igor Boni, segretario e presidente di Radicali Italiani e Giulio Manfredi dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

“Ricordiamo che Radicali Italiani, analizzando il sito dedicato del Quirinale, aveva stilato a gennaio un elenco di delle onorificenze della Repubblica Italiana conferite a uomini di Putin, partendo dal 2014 (prima aggressione della Russia all’Ucraina), chiedendo al Presidente della Repubblica e al ministro di Maio di revocarle. In sintesi: i governi Renzi e Gentiloni (2014-2018) avevano assegnato solo tre onorificenze ma a uomini del ristretto “cerchio magico” di Putin: Peskov, Sechin e Usmanov.

Il primo governo Conte (2018-2019) aveva assegnato quattro onorificenze; da quando Luigi Di Maio si è insediato alla Farnesina (5 settembre 2019) ad oggi sono stati medagliati 22 uomini del regime russo (due di essi con due medaglie a testa). Dopo la seconda aggressione della Russia all’Ucraina, il premier Draghi, rispondendo ad una sollecitazione del deputato Riccardo Magi (Radicali/+Europa) si era impegnato a revocare tali onorificenze.

Il 21 marzo scorso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio aveva istituito una Commissione ad hoc per istruire il procedimento di revoca delle onorificenze. Sono passati oltre 40 giorni e non se ne sa più nulla; sicuramente sulla Gazzetta Ufficiale non è comparso alcun provvedimento di revoca. Proprio in questi giorni in cui la Russia sta attaccando pesantemente l’Italia a livello diplomatico; sarebbe quanto mai opportuno che dalla Farnesina arrivasse, finalmente, un provvedimento inequivocabile, che faccia tabula rasa di un passato vergognoso di ammiccamenti al regime di Putin. Non stiamo parlando di una questione per “addetti ai lavori”; quelle onorificenze sono state attribuite a nome di tutti i cittadini italiani. Devono essere revocate subito, a nome di tutti i cittadini italiani”, concludono