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RU486 LA CIRCOLARE FANTASMA DELLA REGIONE

Oggi martedì 11 novembre, alle ore 15:00, Europa Radicale e Associazione radicale Adelaide Aglietta hanno tenuto una conferenza stampa davanti alla sede del Consiglio Regionale del Piemonte (Torino, via Alfieri n. 15) per fare il punto sulla petizione popolare presentata dai radicali per consentire gli interventi di aborto farmacologico (RU486) nei consultori pubblici della Regione Piemonte.

È stata resa pubblica l’incredibile risposta della Direzione Sanità della Regione Piemonte alla richiesta di accesso civico per sapere se nel 2020, come annunciato, fosse stata inviata alle ASL piemontesi una circolare sulla questione che impedisce l’utilizzo delle RU486 nei consultori.

Le due militanti Beatrice Pizzini e Federica Troni hanno richiesto un accesso agli atti alla Regione Piemonte per richiedere quale fosse la circolare che pone il divieto per la somministrazione della pillola abortiva all’interno dei consultori.

La risposta ha dell’incredibile. Ci è stato presentato un comunicato stampa del 2020 della Regione all’interno del quale viene citata una circolare che dovrebbe regolamentare la fattispecie. Per come ci è stata presentata la risposta degli accessi agli atti possiamo constatare due cose:

1. Non esiste alcuna circolare, altrimenti non ci sarebbe stato alcun problema a indicarcela.

2. Per la Regione Piemonte evidentemente un comunicato stampa sarebbe una sufficiente base giuridica per impedire la somministrazione della pillola abortiva.

È impensabile che un comunicato possa determinare una decisione così delicata, peraltro andando contro le linee di indirizzo del Ministero della Salute (4 agosto 2020) e le indicazioni dell’OMS (2019).

Inoltre, da quasi due mesi l’Associazione aspetta di essere convocata per un’audizione in Commissione sanità per presentare la petizione che stata ritenuta ammissibile, la quale chiede che venga avviato un progetto pilota per la somministrazione della pillola ru486 all’interno dei consultori.