Vai al contenuto

Piccoli Comuni, Viale: sindaci in condominio, bella soluzione!

ANCHE PER TORINO CENTO COMUNI E CENTO SINDACI.

“Se c’è una cosa chiara dalla rivolta dei sindaci – ma i cittadini dove sono? – è che se la cantano e se la suonano tra loro e con i referenti dei partiti di riferimento, perché quello che molti temono è di perdere il potere sul piccolo comune. Così proliferano le proposte di associazioni di comuni e di servizi associati tra comuni, cioè sindaci in condominio.”

Questo il commento di Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Torino eletto nelle liste del PD, all’indomani della manifestazione dei sindaci dei piccoli comuni e alla vigilia di altre annunciate a Milano e a Roma.

Silvio Viale ha proseguito:

“Visto che borghi e frazioni non vengono cancellati da nessuna unità amministrativa futura, qualcuno dovrebbe spiegare perché mai dovrebbero essere mantenuti comuni non autosufficienti, con tutti i servizi in condominio? Perché mai dovrebbe essere fondamentale avere un consigliere comunale ogni poche decine di abitanti, quando a Torino il rapporto è ogni 20.000 abitanti? Quello che si sindaci “volontari” non dicono mai sono i costi indiretti della parcellizzazione dei piccoli comuni e il volume di bilancio che gestiscono. Anche se la stima di 8 miliardi del ministro per la semplificazione Calderoni fosse esagerata, vi sarebbe comunque un risparmio e una razionalizzazione del territorio. Altrimenti anche a Torino dovrebbe essere più vantaggioso avere un centinaio di piccoli comuni, con un centinaio di sindaci ed un migliaio di consiglieri comunali, per gestire servizi in condominio. Mi piacerebbe che i giornalisti impegnati nella riscoperta bucolica dei piccoli comuni, spulciassero un po’ anche i bilanci e li confrontassero con quelli dei comuni più grandi, ricordandosi di tanti articoli contro il proliferare di comunità montane, di province e di circoscrizioni. Mi piacerebbe che si chiedessero cosa cambierebbe se al posto di dieci piccoli sindaci di una valle ce ne fosse uno solo, al posto di cinquanta assessori una decina, altrimenti si fa come quelli che si arroccano sull’inutile ospedale di qualunque piccolo comune, per saltarlo e correre a quello più grande un po’ più lontano appena ne hanno bisogno.”

Torino, 23 agosto 2011.