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I furbetti del referendum per ridurre le indennità ai parlamentari

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Boni e Manfredi “Prendono in giro i cittadini; quelle firme sono carta straccia!”

E’ in fase di chiusura la campagna di raccolta firme sul referendum per l’abrogazione parziale delle indennità ai parlamentari. Si susseguono da giorni catene di messaggi email che invitano tutti a firmare e gli organi di informazione a sospendere la censura sull’iniziativa. Nel merito si possono avere differenti opinioni ma nel metodo i Radicali denunciano che questa raccolta firme è sicuramente fuori legge e non porterà ad alcun risultato.

Ciò si evidenzia chiaramente dalla legge 25 maggio 1970, n. 352 – Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo.
All’Art. 28 si legge che “…il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi”; all’art. 31 “Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”. E all’art.32 che “… le richieste di referendum devono essere depositate in ciascun anno dal 1° gennaio al 30 settembre”.

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Direzione nazionale Radicali Italiani)

Al di là del merito che riteniamo puramente demagogico la vergogna è rappresentata dalla truffa che i promotori stanno perpetrando ai danni dei cittadini. La legge stabilisce chiaramente quali sono le finestre temporali nelle quali è possibile raccogliere e depositare le firme referendarie. Dato il voto politico che terremo nel 2013, tutte le firme depositate nel 2012 sono letteralmente carta straccia come ben evidenziato dall’art. 31 della legge 352 del 1970. Come accadde nel 2008 a Grillo che non ci ascoltò anche in questo caso quei moduli andranno al macero e per i firmatari ci sarà oltre il danno la beffa. Questi supposti movimenti antiregime che non conoscono o non vogliono seguire la legge sono niente altro che l’altra faccia della stessa medaglia. L’attacco referendario ai costi del Regime lo faranno i Radicali nei tempi e nei modi previsti, colpendo la legge dei rimborsi elettorali che è il cuore dell’associazione a delinquere partitocratica italiana.