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Scomparsa Ciampi/Manfredi (radicali): Tra le molte luci, le ombre Telekom Serbia e promulgazione legge Fini-Giovanardi.

Giulio Manfredi (radicale storico, autore del libro “Telekom Serbia: Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?”, Stampa Alternativa, 2003 – con postfazione di Marco Pannella):

 

Due premesse, innanzitutto: Carlo Azeglio Ciampi ha dato molto a questo Paese e l’accusa di tradimento mossagli da Matteo Salvini è tanto aberrante quanto fuori dalla realtà; io e i radicali non ci svegliamo oggi ma criticammo Ciampi a tempo debito, quando era prima Ministro del Tesoro e poi Presidente della Repubblica.

 

Operazione Telekom Serbia

Nel giugno 1997, Telecom Italia (allora ancora in mano al Ministro del Tesoro, all’epoca Carlo Azeglio Ciampi, con direttore del Tesoro Mario Draghi) acquistò il 29% di Telekom Serbia, finanziando il dittatore serbo Slobodan Milosevic con 900 miliardi di lire (456 milioni di euro) dei cittadini italiani. Solamente 20 mesi più tardi, nel marzo 1999, le forze NATO bombardavano la Serbia, partendo dalle basi aeree italiane.

Il 27 novembre 2002 fui ricevuto dal procuratore della Repubblica Bruno Tinti, titolare dell’inchiesta sull’ “affaire Telekom Serbia”, a cui chiesi di assumere “sommarie informazioni testimoniali” anche da Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca divenuto presidente della Repubblica.

Il 13 luglio 2004 il Procuratore capo di Torino Marcello Maddalena e il il PM Bruno Tinti si recarono dal Presidente Ciampi e lo sentirono come persona informata sui fatti.

Dalle scarne informazioni contenute nell’ordinanza di archiviazione (vedi link in calce), risulta una evidente sottovalutazione da parte degli esponenti del governo italiano del 1997 (fra cui Ciampi) della portata dell’affaire Telekom Serbia, che servì a Milosevic per rinsaldare il proprio potere.

 

Promulgazione legge “Fini-Giovanardi”

Il decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, conteneva, all’inizio, solamente misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le Olimpiadi invernali di Torino del febbraio 2006. Carlo Giovanardi, ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Berlusconi, introdusse in quel decreto legge una profonda modifica della legge sulle tossicodipendenze, con l’equiparazione delle pene per il consumo di derivati della cannabis a quelle per il consumo di droghe pesanti. Non c’erano assolutamente i requisiti costituzionali di “necessità” e “urgenza” per inserire tale aggravamento delle pene in un decreto legge nato per tutt’altro. Così il Parlamento italiano su espropriato delle sue funzioni. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi promulgò la sedicente legge “Fini-Giovanardi” (L. n. 49/2006) senza battere ciglio; poteva (e doveva) rimandare la legge alle Camere per evidenti profili di incostituzionalità. Il 13 febbraio 2014, la Consulta sancì l’incostituzionalità della legge “Fini-Giovanardi” per la mancanza dei requisiti fissati dall’art. 77 della Costituzione.

 

 

Per approfondimenti:

 

Sentenza d’archiviazione su Telekom Serbia.pdf

Lettura critica ordinanza archiviazione di Telekom Serbia.doc

http://www.associazioneaglietta.it/2014/02/12/manfredi-legge-fini-giovanardi-presidente-emerito-ciampi-nulla-da-dichiarare-e-il-presidente-letta-che-ha-mandato-allo-sbaraglio-lavvocatura-dello-stato/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=feed