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RADICALI ITALIANI E ASSOCIAZIONE AGLIETTA: CIRIO IRRESPONSABILE – PRESENTATA PETIZIONE POPOLARE PER ATTUARE PROVVEDIMENTI URGENTI DI RIDUZIONE DEI CONSUMI IDRICI E DI INFORMAZIONE AI CITTADINI

Oggi, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, una delegazione di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, guidata dal presidente Igor Boni, ha presentato una petizione popolare in Consiglio regionale ai sensi dello statuto del Piemonte.

Dichiarazione di Igor Boni:
“Il Presidente Cirio con il suo conservatorismo cieco si dimostra inadeguato e irresponsabile. Serve agire subito sulla riduzione dell’utilizzo di acqua in agricoltura, dato che siamo la regione di tutta Europa che consuma più risorsa idrica, nel momento in cui stiamo subendo la siccità più grave degli ultimi 150 anni. Servono riforme strutturali e radicali, agendo innanzitutto sul comparto che utilizza più acqua, l’agricoltura, e dando ai cittadini piena conoscenza di quanto sta accadendo e potrebbe accadere. Serve responsabilità e lungimiranza smettendo di essere asserviti a lobby e associazioni di categoria”.

Le richieste contenute nella petizione popolare sono le seguenti:
– provvedimenti di risparmio idrico in agricoltura, con la riduzione drastica delle tecniche a sommersione e scorrimento e l’introduzione di sistemi di irrigazione innovativi che vengono da decenni utilizzati altrove: irrigazione a goccia (dove possibile), irrigazione cosiddetta “a pivot” o a pioggia, fertirrigazione localizzata anche su colture come il mais in sostituzione della pratica dello “scorrimento superficiale” enormemente più dispendiosa.

– Introduzione di incentivi per spingere gli agricoltori a utilizzare le colture a maggior “impatto idrico” come riso e mais solo su terreni adatti (quelli con buona capacità di immagazzinamento idrico e scarsa permeabilità), riducendo le superfici coperte da queste colture a vantaggio di altre meno idroesigenti.

– Controllo sui prelievi relativi alle acque superficiali per evitare – come accade attualmente – che non sia garantito il “Minimo deflusso vitale” nei corsi d’acqua all’uscita delle valli con danni di lunghissimo termine sugli ecosistemi fluviali.

– Campagne incisive di informazione dei cittadini su questi aspetti, con adeguati finanziamenti, dato che oggi non c’è alcuna consapevolezza della gravità della situazione che stiamo vivendo. È invece necessario avere una opinione pubblica informata e consapevole delle difficoltà perché serve modificare radicalmente i comportamenti per ottenere la riduzione dei consumi sia negli utilizzi privati che nei cicli produttivi.