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LETTERA APERTA ALLA DIRIGENZA DI RADICALI ITALIANI

Cari compagni,

Ci troviamo a pochi giorni dall’inizio della raccolta firme, una campagna che consumerà molte delle nostre energie e ci porterà di nuovo in strada tra le persone per raggiungere l’obiettivo delle cinquantamila firme su ogni proposta di legge.

Una nuova stagione di mobilitazione per la quale, seppur con alcune perplessità, siamo pronti.

Abbiamo riflettuto molto sul modo migliore per esprimere la nostra posizione politica senza andare a inficiare pesantemente sul progetto della Primavera Radicale dell’attuale dirigenza.

Avremmo potuto far finta di niente, ma non saremmo stati in pace con noi stessi, per il dovere morale di esprimere la nostra visione.

Durante il Comitato Nazionale è stata imposta una votazione a pacchetto delle sei proposte di legge di iniziativa popolare, pur senza averne il testo. Proprio noi, quelli del “conoscere per deliberare”. Tale condizione di voto ha impedito alle persone di esprimersi favorevolmente, con un’astensione o in maniera contraria alle singole proposte di legge.

Per tale vincolo l’unica possibile strada da intraprendere poteva essere solamente quella di un emendamento alla mozione generale che cancellasse con un colpo di penna delle proposte di legge. Tuttavia, alcune seppur divisive, non hanno avuto un forte impatto tale da giustificare una loro messa in discussione così estrema.

Invece la proposta di legge sull’interruzione volontaria di gravidanza ha alimentato un forte dibattito che ha fatto emergere, ancora una volta, le differenti visioni all’interno del nostro movimento sul tema dell’aborto e sulla posizione che da qualche anno viene portata avanti dalla campagna Libera di Abortire.

In virtù di ciò è stato presentato un emendamento alla mozione generale che andava a togliere la pdl aborto dall’elenco delle proposte da depositare in Corte di Cassazione. Esso è stato prontamente ritirato in seguito alla dichiarazione del segretario sul fatto che si sarebbe tenuto nei giorni successivi un momento di incontro per ridiscuterne le parti, alla luce delle osservazioni soprattutto di Lorenzo Strik Lievers e di Silvio Viale.

Questo momento si è tenuto e ha portato a piccole modifiche che non hanno però modificato l’impostazione della proposta di legge, frutto senz’altro lecito di quel tavolo di lavoro, ma nel quale non è implicitamente automatico doversi riconoscere.

La scelta di ritirare l’emendamento con uno spirito propositivo e di fiducia nei confronti delle dichiarazioni del segretario ha d’altronde permesso di non portare a uno scontro deciso nel momento in cui bisognava partire con la campagna di raccolta firme, con il rischio di mettere il movimento in ginocchio in un momento di forte necessità di coesione.

Tuttavia non sono bastate le osservazioni emerse in direzione e le successive comunicazioni tra membri di comitato e di direttivo su chi, con storica esperienza sul tema, ha invitato a riflettere sul taglio netto al diritto all’obiezione di coscienza, per evitare che questo divieto censorio finisse nella proposta di legge, seppur con una formula meno invasiva della precedente bozza.

Continuiamo a pensare che il diritto all’obiezione di coscienza, al pari di molti altri diritti, vada tutelato e garantito da chi, come noi, sì è battuto per l’introduzione dell’obiezione di coscienza dal servizio militare. La storia, la formula e il pensiero sono differenti, ma la sostanza rimane la medesima: garantire a una persona che per motivi etici, filosofici o religiosi decide di non effettuare un servizio.

Il diritto primario della donna di abortire è un principio che viene prima di quello del personale sanitario di obiettare, ma non è per forza di cose una dicotomia come invece questo approccio vuole fare in maniera forzata.

Il problema dell’obiezione di coscienza per chi decide di obiettare per motivi che non siano etici, filosofici o religiosi, va affrontato e studiato attentamente. L’abuso del diritto all’obiezione di coscienza, sebbene rappresenti un problema reale per coloro che vogliono accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, non può rappresentare l’alibi per abrogare questo diritto individuale. È tagliare in maniera estremista la testa al toro per non affrontare in maniera riflessiva e ragionata l’argomento. Tentativo, peraltro, mai attuato nella storia radicale.

Vorremmo inoltre sottolineare ancora una volta, come già fatto in altre occasioni da molti, l’autolesionismo di voler portare in Parlamento una proposta di legge che sostituisca la Legge 194 con questa destra al governo, con il rischio che venga presa e smontata pezzettino per pezzettino a proprio piacimento.

Per tali riflessioni fin qui enunciate sentiamo il dovere politico di dissociarci da questa proposta di legge, in quanto non solo non vi riconosciamo in questo disegno politico che si vuole impostare tra gli articoli, ma perché lo consideriamo estremamente forzato per ciò che Radicali Italiani rappresenta.

Non firmeremo quindi la proposta di legge di iniziativa popolare sull’aborto e durante questi mesi di campagna non inviteremo nessun cittadino a firmarla, fermo restando che le porteremo al tavolo fornendo il servizio di firma qualora qualcuno abbia il desiderio di sottoscriverla e che ogni militante al tavolo sarà libero, nella propria sensibilità, di avvicinare o meno persone per esporgli il tema e invitarlo ad apporre la propria firma.

Questa lettera è il dovere di esporre la propria visione politica in una situazione così controversa e che vuole invitare chiunque si riconosca in queste parole a sottoscriverla pubblicamente invitando la dirigenza, a partire dai prossimi mesi, a rivalutare l’approccio sull’argomento all’interno del movimento e nel contesto della gestione della campagna di Libera di Abortire.

Buon lavoro a tutti noi.

Torino, 30 giugno 2023

Lorenzo Cabulliese, coordinatore dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Andrea Turi, coordinatore dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Filippo Blengino, segretario di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Alexandra Casu, tesoriera di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Miriam Abate, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Vi Camoletto, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Patrizia De Grazia, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Avv. Roberto Guarino, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Francesco Merlo, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Avv. Alberto Ventrini, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

Dott. Silvio Viale, membro di giunta dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta

 

Hanno sottoscritto la lettera dopo la pubblicazione:

Alex Battisti, iscritto Radicali Italiani

Alessio Bertonelli, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Daniele Degiorgis, Associazione radicale Adelaide Aglietta

Alice Depetro, membro di direzione di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Silvana Germena, iscritta Associazione radicale Adelaide Aglietta

Enea Lombardozzi, iscritto Radicali Italiani

Flavio Martino, membro di direzione di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Michelangelo Mastrorocco De Grandis, militante Radicali Italiani

Samuele Moccia, iscritto e militante Associazione radicale Adelaide Aglietta

Andrea Nicolì, presidente Associazione “Carlo Sabattini” – Radicali Modena

Andrea Sabbatini, membro di direzione di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Sabatino Tarquini, già presidente di Radicali Cuneo “Gianfranco Donadei”

Luca Vettorello, iscritto e militante Associazione radicale Adelaide Aglietta

Lorenzo Zanotti, iscritto e militante Associazione radicale Adelaide Aglietta

Chiunque voglia sottoscrivere la presente può contattarci all’indirizzo mail: