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PROCESSO LORUSSO-CUTUGNO / GIUSTIZIA PER I DETENUTI

L’Associazione Aglietta apprende la notizia della condanna in primo grado di otto agenti della polizia penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. È difficile provare soddisfazione di fronte a sentenze che accertano la commissione di fatti di tortura all’interno di una struttura dello Stato. Tuttavia, questa decisione giudiziaria rappresenta un passaggio importante nel riconoscimento della gravità delle violazioni subite dai detenuti e nel riaffermare il principio che anche nei luoghi di privazione della libertà personale devono essere pienamente garantiti i diritti fondamentali.

La vicenda giudiziaria dimostra come tutte le prove, le testimonianze e le preoccupazioni di questi ultimi anni erano fondate. A tal proposito va ringraziata prima di tutti l’ex garante di Torino Monica Cristina Gallo che ha portato avanti il caso coraggiosamente e tutti i garanti che si sono costituiti come parti civili. Inoltre si pone con forza al centro il tema del sistema carcerario italiano, che troppo spesso non riesce ad assolvere alla propria funzione costituzionale e rischia di trasformarsi in un luogo di mera repressione, segnato da un rapporto strutturalmente asimmetrico tra chi detiene e chi è detenuto. Questo squilibrio richiede controlli rigorosi, trasparenza e strumenti efficaci di prevenzione degli abusi.

Allo stesso tempo, le condanne non devono condurre alla stigmatizzazione di un’intera categoria professionale, quella della polizia penitenziaria. La responsabilità penale è sempre individuale e come tale va affermata. Proprio per questo, sentenze come quella odierna devono servire a rafforzare una cultura della responsabilità delle singole condotte e a tutelare anche gli operatori che svolgono il proprio lavoro nel rispetto della legge e della dignità delle persone detenute.

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