Venerdì 6 marzo scorso l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha inviato al Presidente del Consiglio Regionale la seguente lettera aperta:
Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
p. c.
Ai Consiglieri regionali del Piemonte
Oggetto: organizzazione flashmob davanti Palazzo Lascaris per la liberazione di Ahmadreza Djalali e di tutti gli altri prigionieri politici detenuti nelle carceri iraniane.
Nel gennaio 2025 chiedemmo la vostra attenzione sul caso di Ahmadreza Djalali, scienziato svedese-iraniano, arrestato in Iran il 25 aprile 2016 e condannato a morte nel 2017 con la falsa accusa di “spionaggio nei confronti di Israele”. Il Consiglio regionale ha già assunto in passato varie iniziative sul “caso Djalali”, sostenendo la campagna internazionale promossa da Amnesty International per la sua liberazione; campagna che ha visto e vede impegnata anche l’Università del Piemonte Orientale di Novara, dove Djalali ha vissuto ed insegnato per tre anni. Con i suoi quasi dieci anni di detenzione (oltre 3.600 giorni) Djalali è il cittadino europeo detenuto in Iran da più tempo.
Quanto sta accadendo in questi giorni, in queste ore, all’interno dell’Iran e in tutto il contesto mediorientale rende ancora più urgente una mobilitazione dell’opinione pubblica piemontese per la liberazione di Djalali e di tutti gli altri prigionieri politici rinchiusi nelle carceri iraniane. Dalle poche notizie che sono riuscite a forare il muro di censura del regime iraniano, nel carcere di Evin, dove Djalali è detenuto, dopo i bombardamenti incessanti di questi giorni, regna il caos: mancano i generi alimentari e le medicine (Djalali ha forti problemi di salute) e c’è il rischio che i cittadini detenuti siano utilizzati come scudi umani. Pertanto, le richiediamo con più forza, caro Presidente, quanto le avevamo già richiesto un anno fa: organizzare nella pausa di pranzo dei lavori del primo Consiglio Regionale utile un flashmob per “Djalali libero” di fronte a Palazzo Lascaris (come già fatto in passato) che veda la partecipazione dei consiglieri regionali, dei presidente Cirio e dei suoi assessori, delle autorità civili e accademiche di Novara, di tutte le associazioni componenti il Comitato Diritti Umani e Civili del Consiglio Regionale e, naturalmente, di tutti i cittadini interessati.
Certi che Lei saprà accogliere e attuare nel migliore dei modi la nostra richiesta, e rimanendo a disposizione per qualsiasi approfondimento, le inviamo cordiali saluti
Oreste Gallo, Enea Lombardozzi, Samuele Moccia (Coordinatori Associazione radicale Adelaide Aglietta)