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Carceri piemontesi, Radicali: «Senza una struttura regionale adeguata resteremo all’anno zero». Cirio mantenga la promessa di visitarle. Il 31 ottobre scade il termine per le imprese che assumono detenuti.

Enea Lombardozzi, coordinatore dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e Chiara Squarcione, membro di giunta dell’Associazione: «Servono una regia regionale efficace, impegni istituzionali concreti e una straordinaria campagna di informazione sul lavoro penitenziario»

Affinché il Consiglio regionale aperto di oggi non si trasformi nell’ennesima occasione sprecata, rivolgiamo un appello ai gruppi di maggioranza e di opposizione: si affronti finalmente la questione cruciale del rafforzamento della struttura della Direzione regionale Sanità chiamata a garantire un’assistenza sanitaria adeguata nelle carceri piemontesi, oltre a svolgere le altre funzioni di competenza.

Il settore «Salute mentale e penitenziaria», istituito 17 mesi fa, è ancora privo di un dirigente e dispone di un solo dipendente. Una situazione che rende evidente la distanza tra le esigenze degli istituti penitenziari e le risorse organizzative messe a disposizione dalla Regione. Senza personale, responsabilità chiare e una struttura adeguata, qualsiasi impegno rischia di rimanere sulla carta.

La struttura regionale è consultabile qui:

https://www.regione.piemonte.it/web/amministrazione/organizzazione/direzioni-settori-regionali/a1400b-sanita/a1426a-salute-mentale-penitenziaria

Chiediamo inoltre al presidente Alberto Cirio di mantenere la promessa di visitare le carceri piemontesi, formulata pubblicamente il 21 settembre 2024, in occasione dell’inaugurazione della «Passeggiata Marco Pannella» a Torino. Una visita sarebbe un’occasione concreta per conoscere direttamente le condizioni dei diversi istituti, comprenderne le specificità e verificare le criticità sul campo. Sarebbe anche un segnale importante per ribadire che le carceri non sono realtà isolate dal territorio, ma parte integrante della nostra comunità, rispetto alla quale le istituzioni hanno precise responsabilità.

C’è poi una scadenza imminente che riguarda il lavoro e il reinserimento sociale delle persone detenute. Il 31 ottobre 2026 è il termine entro il quale le imprese convenzionate con gli istituti penitenziari devono presentare la richiesta per accedere, nel 2027, al credito d’imposta previsto dalla cosiddetta legge Smuraglia (legge n. 193/2000), che incentiva l’assunzione e il lavoro delle persone detenute.

Sommando il credito d’imposta agli sgravi contributivi INPS, la riduzione complessiva del costo del lavoro per un dipendente a tempo pieno può superare i 9.000-10.000 euro annui. Si tratta dunque di un’opportunità significativa per le imprese, oltre che di uno strumento concreto per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di chi sta scontando una pena.

Eppure, i dati raccontano una situazione preoccupante. Dalla relazione annuale della Garante regionale delle persone detenute, presentata la scorsa settimana, emerge che nel 2025, mentre è aumentato il numero delle persone detenute impiegate alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, è diminuito quello di chi lavora per imprese esterne.

Al 31 dicembre 2024, i detenuti occupati presso ditte esterne erano 287 su 4.450 presenti negli istituti piemontesi, pari al 6,45%. Al 31 dicembre 2025 erano scesi a 262 su 4.258, pari al 6,15%. Numeri ancora troppo bassi, che evidenziano quanto sia urgente intervenire per ampliare le opportunità di lavoro oltre le mura degli istituti penitenziari.

Per invertire questa tendenza non bastano gli incentivi economici: occorre che le istituzioni si attivino con una campagna straordinaria di informazione e sensibilizzazione rivolta alle imprese e al mondo del lavoro, facendo conoscere le agevolazioni disponibili, le procedure da seguire e le opportunità offerte dalla collaborazione con gli istituti penitenziari. Un punto di partenza fondamentale è la circolare del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del 5 marzo 2026, che contiene le relative linee guida.

La relazione della Garante regionale delle persone detenute è disponibile qui:

https://www.cr.piemonte.it/dwd/organismi/garantedetenuti/2026/relazionegarantedetenutianno_2025.pdf

Le linee guida del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria:

https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/provvedimentoministerialeselezionato?contentId=SDC1498036#

Sanità penitenziaria, presenza delle istituzioni e lavoro sono tre aspetti strettamente connessi. Il Consiglio regionale aperto deve tradursi in impegni verificabili, risorse adeguate e iniziative concrete. La dignità delle persone detenute, la tutela della loro salute e le possibilità di reinserimento non possono restare dichiarazioni di principio: richiedono scelte politiche e azioni immediate.