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Nucleare, il Governo metta da parte l’orgoglio

NUCLEARE/GOVERNO/RADICALI – VIALE, IL GOVERNO METTA DA PARTE L’ORGOGLIO E INIZI UNA VERA RIFLESSIONE. LE INCONGRUENZE DI ROMANI.

Pronta replica di Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani per il quale rimettere in discussione la scelta nucleare del governo sarebbe “fuori tempo e inappropriato”. Silvio Viale torna, poi, sul caso Beltarndi.

Silvio Viale ha dichiarato:

Curioso il ragionamento di Paolo Romani. Per il ministro vi sarebbero solo il tema della sicurezza e una grande preoccupazione per qualcosa che non si immaginava di vedere, ma sarebbe fuori tempo e inappropriato mettere in discussione il nucleare tranne, per poi confermare che non si farà dove non sia condiviso dai cittadini o dalle regioni. Forse non si è reso conto dell’incongruenza perché se la scelta nucleare deve dipendere dalla condivisione dei cittadini e dai pareri delle regioni, quale migliore occasione del referendum? Infatti, non si tratta di fermarsi un attimo per capire come meglio ripartire, ma di aprire una vera riflessione su quanto il nucleare convenga davvero dal punto di vista della sicurezza e da quello economico. Il punto non è quanto Romani sia convinto del nucleare, ma se sia una scelta conveniente per gli italiani. Dovrebbe essere il governo a favorire la partecipazione dei cittadini al referendum, unificandolo con le amministrative, a maggio o a giugno che sia.

Il presidente di Radicali Italiani è poi tornato sulla questione Beltrandi:

Condivido la posizione di Pannella e, come ho detto ieri, chi si appresta a linciare Beltrandi dovrebbe guardarsi allo specchio. Purtroppo non si può piangere sul latte versato e, a differenza di Pannella, penso che Beltrandi non abbia alcuna attenuante. Avrebbe sbagliato anche non partecipando al voto, o astenendosi, non potendo prendere a giustificazioni delle proprie le mancanze a posteriori di altri. In discussione non c’era, infatti, una controversia astratta sul quorum, ma la decisione concreta del governo per falsare la possibilità di ottenere il quorum. Nessuno chiede a Beltrandi di rinunciare alle sue posizioni sul quorum, che sono anche le mie, ma dovrebbe ammettere di avere sbagliato, fosse anche solo per evitare di dare cattivi esempi. Bastano quelli di altri, sia nei partiti di governo, sia nei partiti di opposizione.

Torino, 17 marzo 2011.